Ti racconto le cose che ho imparato da “Le coordinate della felicità”, il libro di Gianluca Gotto.

E’ ufficiale: questo libro è in cima alla lista dei miei preferiti.

Non è facile per me riassumere le emozioni che ho provato sfogliandone ogni singola pagina, ma ci proverò riassumendo invece quello che questo libro è riuscito a lasciarmi, per portarlo per sempre nel cuore.

Gianluca Gotto ha agito su di me con le sue parole in tanti modi: ha confermato varie convinzioni che già portavo con me, ma che non ero ancora riuscita a esprimere; mi ha aperto ancora di più gli occhi su quello che c’è davvero lì fuori, al di là della paura; mi ha fatto capire che la felicità non è uguale per tutti, ma che tutti possono raggiungerla.


In questo articolo ti farò capire quello che questo libro mi ha insegnato in 10 cose fondamentali.

Naturalmente, il mio consiglio è quello di acquistarlo e di leggerlo per conto tuo, perchè le mie parole non potranno mai sostituire le sue e ti assicuro che la lettura integrale sarà per te un’esperienza rivelante e incredibilmente bella.

Detto questo, ringrazio di cuore Gianluca per aver scritto questo libro e per aver così ispirato migliaia di persone a inseguire le proprie coordinate della felicità.

Queste sono le 10 cose che ho imparato.

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1. Non sarai mai davvero felice se non fai quello che il cuore ti suggerisce.

Testa e cuore. Due poli opposti, ma strettamente interconnessi tra loro.

La testa ha il potere di guidarci con il potere della razionalità, ma non sempre ciò che può sembrare giusto razionalmente è effettivamente giusto per la nostra anima.

In questo libro Gianluca ci racconta di come è stato capace di fidarsi di ciò che diceva il suo cuore e di come, attraverso esso, ha preso importanti decisioni della sua vita.

Le scelte prese “di cuore” saranno sempre quelle che ci renderanno più completi e felici, perchè corrisponderanno a quello che effettivamente siamo e sentiamo dentro.

E’ giusto ascoltare la ragione per non commettere sciocchezze e riflettere sulle cose, ma quando abbiamo grosse domande a cui la testa non è capace di dare una risposta è meglio interpellare il cuore: lì troveremo sempre la soluzione migliore per noi.

2. Viaggiare non è solo una questione di spostamento fisico.

Proprio questa è stata una delle conferme che ho trovato nell’esperienza di Gianluca: lui è un nomade digitale e svolge il suo lavoro viaggiando. Ha trovato la sua libertà e la sua passione più grande nel viaggio.

Ma ciò che vuole farci capire, ed è una cosa che condivido con tutte le mie forze e su cui a suo tempo ideai il significato del nome Traveldipity, è che il viaggio va ben oltre lo spostamento fisico da un luogo all’altro.

Perchè la verità è che siamo tutti viaggiatori, a partire dalla vita di tutti i giorni: la vita è il più bel viaggio, in cui prendiamo scelte di percorso, ci perdiamo, conosciamo persone, scopriamo chi siamo. E soprattutto, scegliere di vivere davvero diventa il viaggio più incredibile che possiamo intraprendere, fuori dalla zona di comfort.

Un vero viaggiatore sa che lo sarà anche quando non gli è permesso viaggiare da un luogo all’altro, perchè è il suo stesso stile di vita che prende la forma e il significato di un viaggio.

E’ così che vivo e che voglio vivere per sempre. Grazie Gianluca per aver confermato questo valore fondamentale per me.

3. Chi ti giudica è chi vorrebbe essere al tuo posto.

Le persone adorano guardare, farsi un’opinione e parlare, come se la vita degli altri fosse uno spettacolo a cui si può partecipare liberamente per giudicarne l’andamento.

Purtroppo per le persone come Gianluca, che intraprendono stili di vita diversi da quelli che la società occidentale ha in qualche modo imposto e impresso nella mentalità comune, i giudizi di chi “guarda” sono esternati per criticare.

Ma la cruda e nascosta verità di questi comportamenti è la seguente: chi è pronto a giudicare, non è pronto ad agire. O sia, chi ha la parola pronta per dare la sua opinione riguardo le scelte di vita di qualcuno, non è sicuramente tra quelli che le hanno intraprese, semplicemente perchè non ha il coraggio o la voglia di farlo.

Quindi ora dimmi: ha davvero senso ascoltare le parole di una persona che non ha la minima idea di quello che tu stai vivendo, ma che la sta semplicemente guardando come “osservatore casuale”?

No! Non ha capito nulla di te, e non ha senso cercare di farglielo capire. Lo capirà, SE lo capirà, quando e SE intraprenderà la tua stessa scelta.

4. Non è mai troppo tardi per cambiare.

Gianluca ha raccontato tante storie di tante persone all’interno del suo libro, persone fantastiche che ha incontrato nel corso dei suoi viaggi tra Australia, Canada e Asia. Quelle che mi sono rimaste più impresse sono state quelle di persone che, come lui, hanno scelto di dare una netta svolta alla loro vita.

Leggendo di ragazzi senza diploma prendere e costruirsi una vita da zero all’estero, di donne che venivano picchiate dal marito fuggire di nascosto da una vita distruttiva e di Gianluca che scelse di lasciare la facoltà di Giurisprudenza per ricominciare da zero senza alcun tipo di sicurezza, ho capito ancora di più che chiunque, in qualsiasi stadio della vita, può scegliere di cambiare.

Cambiare è tra le cose più complicate che una persona possa fare, ma allo stesso tempo più coraggiosa e liberatoria: è come sradicare una pianta ormai appassita per piantare un nuovo seme.

Magari inizialmente sarà doloroso e destabilizzante, ma ricaverai fiori nuovi e sicuramente più colorati e profumati di quelli che vi erano prima.

Tutto parte da una scelta consapevole e da un volere sincero.

5. La libertà a volte è data per scontata.

Noi occidentali viviamo in una società che è fondata su ideali di libertà, democrazia e possibilità di autorealizzazione dell’individuo. Eppure, proprio in questa realtà così magnificamente presentata, vivono la maggior parte delle persone più insoddisfatte al mondo.

Ti sei mai chiesto il motivo?

Ebbene, te lo do io qualche indizio: proprio nella nostra società è stato costruito, per ogni persona che vi appartiene, un generale “modello di vita” con cui chiunque, prima o poi, viene a confrontarsi.

Questo modello ha delle caratteristiche ben precise: degli step predefiniti per passare da un certo tipo di istruzione, a un certo tipo di percorso lavorativo che, apparentemente, sarà in grado di collocarci in un “posto sicuro” per una buona parte della nostra vita.

Un posto sicuro è composto generalmente da contratti a tempo, orari prestabiliti, busta paga a fine mese e ferie distribuite in qualche settimana all’anno.

Per tante persone questa impostazione di vita è adatta ai loro bisogni e a ciò che basta per vivere in modo soddisfacente. Per altre, e credimi che sono molte, è invece una condanna a quella libertà di cui si parlava inizialmente.

Libertà può voler dire tante cose: tempo, mobilità, possibilità, opinione, scelta. Quello che è certo è che a volte non ci facciamo nemmeno caso perchè diamo per scontato di essere già liberi a prescindere.

Ma fattela la domanda: sei sicuro di esserlo davvero, o presumi di esserlo perchè così ti è stato detto?

6. Quando non trovi le risposte giuste, poniti le giuste domande.

Nelle nostra vita, prima o dopo, si capiterà a un punto in cui è necessario fare delle scelte. Che siano grandi o piccole, ogni giorno siamo portati a prendere delle decisioni da cui partono conseguenze.

E’ con le scelte che diamo forma alla nostra vita, ma non sempre siamo in grado di farle con serenità. Ci sono scelte che sembrano impossibili e che sono in grado di paralizzare il nostro percorso.

Una cosa che ho imparato da Gianluca è senz’altro questa: la vita non sempre ti da le risposte che cerchi, ma potrai sempre porti le giuste domande per trovarle.

E qui ci ricolleghiamo al primo punto dell’articolo: se dovessi trovarti in quella situazione di blocco totale, ti invito a interrogarti interpellando anche il cuore, è lì che dorme la verità!

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7. Il vero amore esiste.

La storia di Gianluca ha una co-protagonista che, nonostante compaia solo in alcune piccole parti dei vari capitoli, è riuscito a farmi adorare alla follia per l’energia incredibile che imprime ad ogni avventura del racconto: è la sua amata Claudia.

Gianluca e Claudia sono un esempio perfetto di ciò che realmente è il vero amore.

Un amore che non cambia quando la situazione si complica, ma che appoggia e sostiene nei momenti di difficoltà; è un amore che si nutre dei sentimenti e non delle possibilità materiali che l’uno può dare all’altro; che non costringe, che lascia la libertà all’altro di esprimersi per ciò che è; l’amore di due giovani che, partendo insieme per il mondo, si sono sempre sentiti a casa l’uno nelle braccia dell’altro.

Se c’è un secondo grande motivo per cui consiglierei di leggere questo libro, è per il grande esempio d’amore che Gianluca e Claudia mi hanno regalato.

8. Ci vogliono sacrifici, ma ne varrà la pena.

E’ bello puntare in alto e desiderare qualcosa con tutto il cuore. Credo che lo possa fare chiunque, si chiama sognare ed è la forza motrice che ci spingerà sempre ad andare avanti, nonostante tutto.

Ma c’è una bella differenza tra l’avere un sogno e l’avere un obiettivo ben preciso, definito e concreto. Con i sogni la mente si accende, con gli obiettivi inizia a lavorare per renderli realtà.

Quando si ha un obiettivo specifico ci sono 3 cose importanti da tenere a mente: focalizzarcisi, dedicarcisi con costanza e comprendere dei sacrifici. Gianluca ci racconta di tutto ciò a cui ha rinunciato per mesi e mesi pur di arrivare al punto in cui è ora: ha stretto la cinghia quando mancavano i soldi, ha rinunciato a molti svaghi per lavorare, ha accettato mansioni strazianti pur di andare avanti.

Ma il suo è un grande insegnamento: mostra come i sacrifici sono il riflesso diretto della nostra forza di volontà che, più grande è, più ci permette di arrivare vincitori alla meta. Chi non è pronto a fare dei sacrifici, forse non è così pronto per realizzare il suo sogno.

9. La felicità non sta nelle cose.

E’ bello avere dei possessi che ci riempiano le giornate in qualche modo, è inutile negarlo. Ognuno di noi vive circondato da oggetti che ci permettono di svolgere attività, comunicare, creare, nutrirci.

Ma riflettendoci sopra, il valore di questi oggetti non è dato tanto dal loro prezzo, dalla qualità, dall’utilizzo che se ne fa: è piuttosto dato dalle persone che li utilizzano, con le emozioni e i sentimenti che ci imprimono.

Una chitarra resterà una semplice chitarra, fino al momento in cui una persona non inizierà a comporci la sua musica per esprimere la sua passione.

La felicità non sta nelle cose: la felicità sta nei momenti, nei significati, nelle persone, nei ricordi, nelle sensazioni.

Per capire davvero se questi oggetti facciano la nostra felicità, dovremmo provare tutti a separarci da essi: quello di cui eventualmente sentiremo la mancanza non sarà la materia dell’oggetto in sè, ma la vita che gli avevamo dato.

Ma quella è dentro di noi, e resterà sempre con noi.

10. La sfortuna e la fortuna non esistono.

C’è chi crede che le cose capitino e basta, per buona o per cattiva sorte, e che semplicemente dobbiamo subirne le conseguenze.

Ma prova a vederla da una prospettiva diversa: le cose spesso capitano senza un motivo ben preciso, semplicemente perché non è ancora arrivato il momento di capire quale sia.

Gli accadimenti non sono mai completamente casuali o insensati! La prossima volta, prima di dire “Sono sfigato” o “Ho un mucchio di fortuna ultimamente”, prova a fermarti un attimo.

Prova a porti le domande: “Cosa può mostrarmi questo episodio? O cosa mi potrebbe mostrare in futuro?”.

Aspetta e occhi aperti, lo vedrai.


Bene amici, qui si conclude questo articolo che spero vi abbia lasciato qualcosa e che vi abbia ispirato ad acquistare questo libro incredibile. Vi assicuro che non ve ne pentirete!

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