Dedicato a chi sta studiando e vuole riempire la sua vita.

PERCHE’ COSTRUIRE LA PROPRIA STRADA MENTRE SI STA ANCORA STUDIANDO?

La mia esperienza all’Università

Finite le superiori, ho fatto la scelta di continuare a studiare.

Sapevo che mi mancava ancora qualcosa, e decisi di iniziare un percorso universitario convinta del fatto che mi avrebbe sicuramente dato una mano a confermare le mie intenzioni per il futuro.

Così, mi iscrissi al corso che più mi aveva convinto al tempo – cercando di mantenere un allineamento sia con il percorso di studi precedente, sia con i miei interessi personali – nel 2019 iniziai il mio primo anno all’Università: corso di laurea triennale in Progettazione e Gestione del Turismo Culturale, che tutt’ora frequento.

Entusiasta come non mai, mi ci tuffai in pieno e iniziai a studiare con passione ogni materia d’esame.

Come sta proseguendo?

Quello universitario era un mondo che mi affascinava e allo stesso tempo mi intimoriva un pò, ma che ero sicura non mi avrebbe mai deluso finché mi ci dedicavo con costanza.

Così passarono le settimane, i mesi, fino ad arrivare a un anno e mezzo di frequentazione e dedizione, ma nonostante il tempo passasse non avevo ancora compreso bene quale fosse quel qualcosa che sentivo mi mancava alla fine delle superiori: quel punto di domanda rimaneva irrisolto.

Ero convinta che vivendo l’ambiente universitario avrei trovato le risposte alle mie domande e magari un chiarimento su quello che poteva essere il mio futuro.

Ma, come molti altri studenti che frequentano l’università con questa speranza, mi sbagliavo!

E solo ora comprendo una cosa fondamentale: in questa situazione di attesa che arrivi un’illuminazione improvvisa, si perde solo tempo. Universitari, bisogna svegliarsi e agire!

Cerchiamo in questo articolo di capire i perché e i per-come costruire la propria strada mentre si sta ancora studiando.

STRUMENTI

La prima cosa che ho capito in questo anno e mezzo è che l’ambiente universitario non ti da delle risposte, ti da solo degli strumenti: una montagna di informazioni da apprendere per elevare le tue conoscenze in un determinato campo.

Già, questo è risaputo, e quindi? Direte.

E quindi usiamoli questi strumenti! Sfruttiamoli dal primo all’ultimo.

Quanti manuali, fonti, slides e appunti analizzati e imparati ancora prima che ci possano tornare davvero utili in qualche modo. Ma ragazzi, è ADESSO il momento di renderli utili, è ADESSO il momento di mettere in pratica le nostre conoscenze.

Non ha alcun senso aspettare il tirocinio o l’opportunità lavorativa, per alcuni essenziali motivi:

  • Innanzitutto perché se un futuro datore di lavoro troverà di fronte a sé una persona pronta, appassionata e che per di più ha già sviluppato delle competenze per conto suo, sarà solo che contento e soddisfatto;
  • Poi perché non avrete nulla da perdere, piuttosto avrete da guadagnarci: in voti, in buone figure con i professori, in una tesi completa e di ottima qualità.
  • Per finire, metterle in pratica vi aiuterà a capire se davvero vi piace il vostro ambito di studi o meno.

Ci sono diversi modi per mettere in pratica le proprie conoscenze prima di un’opportunità lavorativa:

  • Aprire account sui social, in cui trattare di una determinata tematica di studio o di interesse personale;
  • Simulare delle situazioni che implichino lo sforzo pratico di immedesimarsi nell’ambiente di lavoro – o cercarne uno part time;
  • Approfondire segmenti di un determinato ambito che ci interessano di più, basandosi e imparando dalle esperienze di professionisti;
  • Lavorare su di sé per accrescere competenze trasversali.

La cosa che rende tutto questo possibile, oltre gli strumenti che l’università ci fornisce e la volontà del singolo studente, è il secondo strumento compreso nel pacchetto “percorso universitario”, che è il TEMPO.

TEMPO

Ti invito a rispondere a queste domande, prima di leggere questo paragrafo:

  • A che ora ti alzi la mattina?
  • Qual è la prima cosa che fai quando ti svegli e per quanto tempo la fai? E soprattutto, è davvero utile?
  • Quando hai un paio di ore libere a disposizione, in cui non studi, a cosa le dedichi?
  • A che ora vai a dormire, e come passi gli ultimi momenti prima di addormentarti?

Vi illustro ora due situazioni che – in questo contesto di chiusura e didattica online – sono agli antipodi, e decidete voi da quale delle due vi sentite più rappresentati.

Situazione 1

La mattina mi sveglio tranquillamente sulle 9/9:30 quando non ho lezione, o 15 minuti prima della lezione quando c’è, magari facendo colazione davanti allo schermo.

Se ho del tempo a disposizione, la prima cosa che mi salta in mente di fare è mettermi comodo, prendere il cellulare e scrollare all’infinito sui social.

Per una parte del pomeriggio riesco ad essere produttivo, ma la sera non riesco proprio ad andare a dormire presto, perché per rilassarmi mi perdo in un loop di serie tv o guardo Tik Tok a manetta. E arriva l’una.

Situazione 2

La mattina scelgo di alzarmi alle 7 come se dovessi prendere l’autobus e la prima cosa che faccio, per non appesantire i miei occhi ancora un pò assonnati, leggo qualche pagina di un libro che mi piace, organizzo la mia giornata e con calma vado a prepararmi la colazione.

Se ho del tempo a disposizione, spengo il telefono e mi porto avanti con il lavoro, magari facendo brevi pause sui social per staccare.

La sera mi sento stanco ma appagato per tutte le cose che sono riuscito a fare, quindi mi concedo un film o leggo qualche altra pagina del mio libro, e per le 10:30/11 mi addormento.

Queste due dinamiche sono come il bianco e il nero e non si manifestano per tutti allo stesso modo, ci sono delle varianti di grigio così come ci sono giorni più sì e giorni più no.

Ma il punto a cui voglio arrivare è il seguente:

fino a che non decidi di prendere in mano il tempo che l’Università ti concede – tra una sessione e l’altra – e di sfruttare quel tempo a tuo vantaggio, l’Università sarà soltanto un traghetto che ti porta da un punto della tua vita a un altro.

Sta a te decidere se arrivare a destinazione con qualcosa in mano che puoi portare avanti e far crescere, o se avere tra le braccia solo la tua sudatissima tesi.

Sfrutta il tuo tempo perché oggigiorno gli input per creare qualcosa con i propri interessi e conoscenze sono infiniti!

E ti dirò di più: lanciarti ti permetterà di sviluppare delle capacità che saranno sempre più richieste nel mondo di domani, un domani che non vorrà personaggi passivi, ma attivi e pronti a farsi strada da soli se qualcun altro non gli stende il tracciato.

UN MONDO CHE CAMBIA

Ti invito a leggere questo articolo de Il Sole 24 ore sulle professioni più richieste del 2022.

L’abbiamo capito tutti che entro il 2025 la società in cui viviamo sarà completamente diversa, e leggendo questo articolo mi sono davvero resa conto di quanto sia necessario adattarsi ai nuovi cambiamenti che stanno avvenendo.

Guardare alle opportunità

“Un mercato in cui i nuovi occupati dovranno saper stare al passo con i tempi dettati dall’avanzare di tecnologie come l’intelligenza artificiale e dell’automazione industriale, che contribuirà a generare su scala globale decine di milioni di nuovi posti di lavoro mandando contemporaneamente in pensione alcune professioni ormai obsolete.”

Per come la vedo io, questo cambiamento non dovrà essere per forza visto come una cosa negativa.

Ci può sembrare negativa perché siamo abituati a un certo tipo di mondo – di cui comunque, spesso e volentieri, ci lamentiamo, dato che è un sistema pieno di falle – ma le menti visionarie guardano alle opportunità di un cambiamento, e non ai rischi.

Partire da sé

“Oltre all’imperativo di formarsi e rimanere aggiornati sulle tendenze del mercato del lavoro, il professionista del futuro dovrà inoltre fare attenzione ad acquisire alcune competenze “soft” specifiche quali il personal branding, la curiosità, il networking e l’empatia.

[…] la domanda di professionalità sarà trainata essenzialmente da due fattori che hanno ricevuto un’ulteriore spinta dalla situazione di emergenze legata alla pandemia di Covid 19 e rappresenteranno circa il 30% del fabbisogno occupazionale: la rivoluzione digitale e l’eco-sostenibilità.”

Siamo noi giovani a dover realizzare per primi questa cosa, perché siamo noi il prossimo futuro. Saremo noi un giorno (non molto lontano) ad avere in mano il potere di trasformare questo mondo in qualcosa di migliore.

Ma se non prendiamo coscienza che è necessario prima di tutto partire da noi stessi e avere potere sulla nostra vita, difficilmente riusciremo a gestire qualcosa di più grande in maniera positiva.

Un insieme è la somma di tanti “uno”.

Non adattarti alla tendenza: adatta la tendenza a te

Le opportunità ci sono, bisogna solo saperle cogliere.

“Nel dettaglio, le imprese digitali cercheranno tra i 210mila e 267mila lavoratori con competenze matematiche e informatiche per i lavori digitali. […]

Anche le professioni più tradizionali saranno oggetto di evoluzione nei prossimi anni e di conseguenza anch’esse “obbligate” a un passo in avanti sotto l’aspetto delle conoscenze.”

Non avrei saputo esprimerlo in maniera più chiara.

La digitalizzazione è il futuro, ma può essere adattata alle abitudini del presente senza necessariamente cancellare i valori a cui teniamo e che non vogliamo lasciar andare.

Abbiamo gli strumenti, dobbiamo solo saperli usare bene: rispettando il proprio perché e quello degli altri.


Quindi ragazz*, non siate spaventati a buttarvi, non vergognatevi di voler provare a FARE, perché è una scelta unicamente ammirevole e furba.

Costruire la propria strada mentre si sta ancora studiando è la scelta di chi vuole avere in mano le redini della propria vita e crearci qualcosa di bello e che sa davvero di meritare.

Nessuno ci darà le risposte sul nostro futuro, le risposte ce le darà la vita: bisogna solo iniziare a viverla a pieno 🙂

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Spero che questo articolo vi sia piaciuto e che vi abbia motivato, sono curiosa di sapere cosa ne pensate quindi se vi va lasciate un commento o scrivetemi su Instagram. Ci vediamo presto con un altro post!

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